LA TECNOLOGIA

La tecnologia impiantistica che caratterizza questo impianto di trattamento del rifiuto umido-organico e verde può essere riassunta in cinque aree principali di produzione e gestione:
  • fase di biodigestione anaerobica, mediante la quale si può ottenere la trasformazione del rifiuto in assenza di ossigeno per la produzione di biogas
  • fase di compostaggio a due stadi, dalla quale si ottiene l'ammendante "compost" da immettere in agricoltura
  • fase di upgrading da biogas a biometano per la depurazione e purificazione del biogas prodotto e la sua "trasformazione" a biometano
  • fase di compressione ed immissione in rete, mediante una tecnologia che permette di ottenere la pressione richiesta dalla rete di trasporto nazionale e la realizzazione del tratto di rete necessaria al allaccio al metanodotto principale
  • fase di purificazione delle arie da processo produttivo, mediante tre stadi che permettono di scongiurare completamente eventuali emissioni odorigene

I RIFIUTI: QUANTI E QUALI?

L'impianto sarà alimentato attraverso la frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, oltre a sfalci di verde e potature. Il processo prevede una fase di verifica e controllo sui rifiuti in ingresso.
Potranno essere conferiti anche sottoprodotti di origine vegetale.
L'impianto non tratterà alcun tipo di rifiuto pericoloso.
La capacità massima prevista dell'impianto è di circa 55.000 tonnellate all'anno: 38.000 ton di rifiuto umido-organico e 17.000 ton di verde.
L'impianto servirà principalmente il bacino territoriale di raccolta dei rifiuti urbani gestito da CLARA S.p.a., ma fungerà anche da impianto di supporto/integrazione anche per le limitrofe aree di raccolta in capo ad altri gestori diventando un punto di riferimento impiantistico di bacino nel rispetto delle direttive indicate all'interno della Legge Regionale 16/2015 sull'Economia circolare dei rifiuti ed il Piano Regionale dei rifiuti stesso.