L'IMPIANTO

L'impianto attualmente in fase di autorizzazione prevede due linee principali di valorizzazione del rifiuto in ingresso: la prima, principale, prevede la digestione anaerobica per la produzione di biogas da cui si otterrà il biometano dopo un'ulteriore fase di depurazione e la seconda che prevede il compostaggio controllato per la produzione di compost.

1. LINEA BIOMETANO

Si prevede di realizzare un impianto di digestione anaerobica (ovvero una trasformazione del materiale in assenza di ossigeno) dei rifiuti organici per la produzione di biogas. Successivamente questo biogas prodotto sarà oggetto di una fase di depurazione e purificazione denominata upgrading dalla quale si otterrà il biometano. Si tratta di un "sistema chiuso" in cui la fermentazione avviene in un ambiente sigillato.
La produzione di biometano stimata è: pari a circa 3,5 milioni di mc e potrà essere utilizzato per usi civili o per autotrazione.

2. IL COMPOST

Successivamente alla fase di biodigestione anaerobica, è: prevista la fase di compostaggio a doppia maturazione (garantita sempre dai rifiuti umido-organico e verde e dal materiale "digestato" proveniente dalla fase di biodigestione) con insufflazione di aria per ottenere il processo ottimale e giungere alla produzione di compost con alto contenuto fertilizzante per il terreno.
La produzione di fertilizzante (ammendante compostato misto) è: pari a circa 13.000 t/a.

FAQ

1Cosa prevede il Piano Regionale dei Rifiuti?
Il piano per la gestione dei rifiuti approvato dalla Regione Emilia Romagna pone un obiettivo molto importante per la raccolta differenziata: entro il 2020 occorre raggiungere il 79% nelle aree di pianura sulle quali insiste il bacino territoriale in oggetto, mentre viene approvato anche l'obiettivo legato all'effettivo recupero di materia che sarà pari al 70% del complessivo. Il mancato raggiungimento degli obiettivi da parte dei gestori della raccolta comporta l'applicazione di una sanzione sulla base di quanto previsto dal regolamento regionale.
2Perché serve questo impianto?
Il nuovo impianto consentirà di raggiungere l'autosufficienza e di gestire il ciclo dei rifiuti integrato in autonomia, evitando di inviare in altre regioni i rifiuti non trattati, con evidenti costi aggiuntivi.
3Come funziona?
Il nuovo impianto sarà costituito da due sezioni di trattamento diverse: una per la produzione di biometano attraverso due biodigestori ed una per la produzione di compost attraverso un'area di compostaggio a due stadi.
  • 1. Il biometano
    Il progetto prevede due biodigestori anaerobici che operano in assenza di ossigeno all'interno dei quali viene conferito rifiuto umido-organico e verde in percentuale prestabilite per la produzione di biogas. Attraverso un passaggio successivo di depurazione del biogas (upgrading), si ottiene il biometano.
  • 2. Il compost
    Le aree relative al compostaggio permettono di ottenere la produzione del compost dopo una trasformazione e maturazione a due stadi: la filiera di produzione prevede un'area in cui il materiale in uscita dal processo di digestione anaerobica, cioè il digestato, viene stabilizzato per produrre compost con alto contenuto ammendante per il terreno.
4Che cos'è il biometano?
Il biometano è un gas pulito e sostenibile. Si ottiene attraverso la purificazione del biogas derivante dalla degradazione dei rifiuti organici, come ad esempio l'umido della raccolta differenziata. La produzione di biogas è un processo naturale, noto come digestione anaerobica ed avviene in assenza di ossigeno. Dopo il processo di purificazione, il biogas diventa biometano. La produzione di biometano consente di ottenere dei benefici evidenti:
  • recupera energia dai rifiuti
  • igienizza il rifiuto
  • abbatte la produzione di cattivi odori
  • consente di trasformare i rifiuti in un fertilizzante
  • rispetta l'ambiente perché riutilizza un gas che se disperso in atmosfera avrebbe un effetto serra ampiamente maggiore della CO2
5Quali rifiuti saranno trattati?
All'impianto saranno conferite le frazioni organiche dei rifiuti urbani e gli sfalci di verde e potature sempre provenienti dalla raccolta differenziata. Sarà in oltre previsto, se necessario, l'utilizzo di sottoprodotti di origine vegetale derivanti dall'agricoltura.
6Quanti rifiuti saranno trattati nell'impianto?
La capacità massima prevista dell'impianto è di circa 55.000 tonnellate all'anno: 38.000 ton di rifiuto umido-organico e 17.000 ton di verde. L'impianto servirà principalmente il bacino territoriale di raccolta dei rifiuti urbani gestito da CLARA S.p.a., ma fungerà anche da impianto di supporto/integrazione anche per le limitrofe aree di raccolta in capo ad altri gestori diventando un punto di riferimento impiantistico di bacino nel rispetto delle direttive indicate all'interno della Legge Regionale 16/2015 sull'Economia circolare dei rifiuti ed il Piano Regionale dei rifiuti stesso.
7Quanto biometano produce?
La produzione di biometano stimata è pari a circa 3,5 milioni di mc.
8Come verrà utilizzato il biometano prodotto?
Il biometano prodotto potrà essere utilizzato per usi civili e/o per autotrazione a mezzo metanodotto di trasporto sul quale verrà effettuato il collegamento dell'impianto.
9Che benefici ci saranno per i cittadini?
L'impianto consente dei risparmi derivanti dal costo di trattamento inferiore e dalle minori percorrenze dei mezzi di raccolta che non dovranno più necessariamente andare fuori territorio provinciale e regionale per il trattamento del rifiuto umido organico. Per questo motivo e per quanto di seguito riportato, i benefici saranno anche di tipo ambientale. Il biometano è una risorsa energetica rinnovabile, che riduce il ricorso a fonti fossili; rispetto ad altre fonti rinnovabili, come solare ed eolico ha la caratteristica di essere accumulabile. Inoltre, riutilizzare il biometano, evitando che si disperda nell'ambiente, contribuisce alla riduzione dell'effetto serra.
10Quale fase autorizzativa sta attraversando il progetto?
Il progetto ha superato la prima fase relativa allo scoping.
11Come vengono trattate le emissioni odorigene?
L'annullamento completo della dispersione in atmosfera degli odori è garantito da diversi sistemi:
  • doppie porte ad impacchettamento ad ogni accesso agli edifici
  • aria interna agli edifici in depressione per permettere il convogliamento presso la filiera di trattamento
  • filiera di trattamento costituita da filtri a maniche per l'abbattimento delle polveri, sistemi di captazione e depurazione delle arie con torri di lavaggio denominate "scrubber"
  • biofiltri vegetali per la depurazione e la deodorizzazione dell'aria
12Ci sono pericoli per la salute pubblica?
Il sistema adottato scongiura ogni pericolo per la salute pubblica: infatti in questo nuovo impianto si prevede che il rifiuto resti per un lungo periodo all'interno di un digestore sigillato a temperature elevate e questa particolare caratteristica permetterà la riduzione della carica patogena del 65-70%. Nella successiva fase di compostaggio si completerà l'abbattimento della carica patogena.
Allo stesso modo, il rischio di incendi è minimizzato da misure di sicurezza imposte dalla normativa sulla prevenzione incendi e dalle verifiche e controlli dei Vigili del Fuoco. Si evidenzia che né il processo di trasformazione del biogas in biometano, né la produzione di compost prevedono fasi in cui sia attivata una combustione.